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Tecnologia per le persone sorde

 

Sul videointerpretariato o realizzato dalla regione Liguria e promosso dall’ENS

La realizzazione di questo progetto, promosso dalla Regione Liguria e dall’ENS, genera dubbi e perplessità, perché questo utilizzo della tecnologia mantiene la condizione di dipendenza dall’interprete gestuale della persona sorda di fronte ad uno sportello pubblico. Il progresso e la scienza hanno invece lo scopo di rendere autonoma la persona in difficoltà: in questo caso sarebbe sufficiente una tastiera o anche un foglio di carta per comunicare allo sportello.
Questa proposta presenta numerosi svantaggi: il costo è molto elevato, cosa che non consentirebbe la possibilità di offrire questo servizio in tutte le province italiane. Le spese per la realizzazione di questo progetto graverebbero anche sui bilanci già disastrosi della sanità regionale.
Inoltre, la comunicazione allo sportello pubblico può avvenire mediante una persona di fiducia, negli ormai rarissimi casi di persona sorda analfabeta. Invece, per una persona sorda istruita la comunicazione può avvenire senza problemi per iscritto, se non parla, o verbalmente, se oralista.
Infine, bisogna tener presente che questo progetto di videointerpretariato in Gran Bretagna e in Svezia è in fase di sperimentazione. Infatti, in questi paesi la spesa per la diagnosi, la protesizzazione, la riabilitazione e le tecnologie di ausilio individuale nella vita quotidiana è di gran lunga superiore all’Italia.
In conclusione, questa soluzione non è né prioritaria né importante per le persone sorde in Italia.

Le priorità in Italia per le persone sorde sono:
• I sistemi di screening neonatale per la sordità che ancora non esistono in tutti i punti nascita italiani anche se gli apparecchi per le otoemissioni costano solo mille euro ognuno;
• Le protesi analogiche o digitali adeguate che non sempre vengono fornite o vengono fornite troppo tardi da personale qualificato. Mancano inoltre le equipe di audiologi, chirurghi, bioingegneri e tecnici che potrebbero applicare gli impianti cocleari e che sono ancora poche;
• I centri di logopedia per una intensa e completa riabilitazione alla parola, che sono anch’essi troppo pochi;
• I computer, i sistemi a radiofrequenza e le altre tecnologie individuali di uso quotidiano che non vengono ancora fornite o lo sono pochissimo.

Queste sono le vere priorità, non i progetti che tentano, ancora una volta, di affermare una identità diversa, un linguaggio diverso, quello gestuale, che viene usato solamente e sempre meno dalle vecchie generazioni di sordi, e una cultura diversa, che si basa su un’idea ormai superata di risolvere le esigenze delle persone sorde, che sono come tutti gli altri.


Ing Diego Virginio Salvi
Responsabile delle tecnologie
FIADDA – Associazione nazionale ONLUS

Genova 21 luglio 2008