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CAMPAGNA PER L’ELIMINAZIONE
 
DELLE BARRIERE DELLA COMUNICAZIONE
 
E   A FAVORE DEI SOTTOTITOLI
 

Da tempo l’European Disability Forum ed i rappresentanti dei Paesi membri che si occupano e sviluppano attività in favore dei disabili hanno istituito apposite commissioni per favorire l’abbattimento delle Barriere, in special modo quelle culturali ed architettoniche. Raramente si parla di barriere della Comunicazione. L’udito è lo strumento d’ingresso privilegiato dell’informazione e della partecipazione sociale. Spontanea sorge l’esigenza di colmare questo vuoto consistente.

 Il tema proposto è di grande rilevanza ed attualità,  poiché mira al superamento di una delle più importanti condizioni di disagio  per le persone disabili.

 Certamente i disabili dell’udito costituiranno il target privilegiato ed i grandi beneficiari e fruitori dei risultati positivi delle ricerche, delle sperimentazioni tecnologiche nel settore e delle applicazioni delle stesse nella vita quotidiana.

 La FIADDA e la  FEPEDA (Federazione europea dei genitori dei bambini sordi) sono impegnate da anni nelle problematiche della disabilità uditiva, quindi sono attente e partecipi ad ogni iniziativa e ad ogni approfondimento. Grazie all’esperienza maturata all’interno di questa associazione europea, della quale sono stata presidente, lo scorso anno sono stata nominata membro del Direttivo dell’EDF (European Disability Forum), il che non è stato che un ulteriore riconoscimento ed un’occasione per portare a livello europeo un know-how  consolidato e positivamente affermato già in ambito nazionale.

 Siamo particolarmente interessati ad ogni azione in campo tecnologico che venga intrapresa nei Paesi dell’Unione europea, al fine di progettare e costituire ausili adatti al superamento delle barriere alla comunicazione; in questi ultimi anni il tema della sottotitolazione e del trattamento automatico del linguaggio, utilizzato quale supporto all’integrazione scolastica, specialmente nei livelli di scuola superiore ed universitari, è materia di studio e di ricerca all’interno di tutti i gruppi che si occupano delle problematiche uditive.

 Le trasmissioni televisive, oltre che a rappresentare una fonte di svago, costituiscono una irrinunciabile  fonte di accesso all’informazione ed alla cultura.

 Questo è ormai fatto consolidato per i 385 milioni di cittadini europei udenti, mentre vi è tuttavia una forte esclusione alla partecipazione ed alla fruizione per i cittadini con problemi di udito, che in Europa sono stimati in 59 milioni tra cui 5 milioni circa di sordi profondi, ed anche per i 7,5 milioni di cittadini non vedenti relativamente a ciò che concerne il linguaggio automatico.

 Il fatto di poter fruire di un ausilio comunicativo, disponibile ad ampio spettro, equivale, inequivocabilmente, ad un miglioramento della qualità di vita per le persone disabili.

 Deve essere sottolineato che lo sviluppo di queste tecnologie migliorerebbe anche le condizioni di vita di persone anziane e straniere, siano esse stabili o itineranti: l’uso di sottotitoli e teletesti diretti, infatti, consentirebbe a chiunque avesse poche conoscenze della lingua, l’accessibilità completa alle informazioni ed alla cultura.

 Vorrei insistere sul moltissimo spazio che occorre ancora dare alla ricerca ed allo sviluppo di tecnologie avanzate, affinché il lavoro di sottotitolazione sia davvero efficace per la trasmissione delle competenze linguistiche e per lo sviluppo del linguaggio parlato e scritto nelle persone sorde.

 Ciò vale in particolar modo  nei confronti dei bambini e dei ragazzi sordi, per i quali il processo di apprendimento della lingua non avviene in modo spontaneo, ma guidato da terapie finalizzate allo sviluppo dell’espressione verbale, avvalendosi anche della lettoscrittura in  parallelo al percorso educativo scolastico.

 Sarà quindi importantissimo garantire in maniera adeguata:

  •  che la sottotitolazione dei programmi dedicati ad essi sia caratterizzata da chiarezza e brevità, senza tuttavia che la semplificazione dei testi corrisponda ad una riduzione dei messaggi.

  • che la sottotitolazione sia fedele al testo in modo da permettere al bambino di utilizzare il mezzo televisivo in maniera attiva, compiendo anche esercizi di allenamento acustico. A tale riguardo si deve ricordare che anche quanti siano affetti da sordità profonda, se adeguatamente protesizzati, possono discriminare le voci provenienti dal video e compensare on il riconoscimento di parole lette in sottotitolo.

Per quanto riguarda le persone adulte si ricordi che, proporzionalmente al livello educativo e culturale raggiunto, esse hanno necessità di continuare un processo di autoeducazione ed allenamento permanente. E’ quindi rilevante che il sistema di sottotitolazione:

  • utilizzi la stessa terminologia originale, evitando sinonimi o parole diverse, per evitare che la persona sorda sia messa nell’impossibilità di riconoscere il parlato

  • utilizzi colori diversi nei dialoghi tra personaggi, al fine di creare una compartecipazione viva alla fiction.

  • sia curato e preciso al fine di configurarsi come strumento utile per l’apprendimento della morfosintassi, della strutturazione della frase e per l’arricchimento del vocabolario.

Un recente sondaggio presentato presso la sede RAI,  nell’ambito di un seminario sulla titolazione, ha fornito una percentuale del 97% di persone sorde che desidera l’incremento del servizio di sottotitolazione: essa oggi risulta essere pochissimo attuata, soprattutto nell’area dei servizi informativi in diretta.

Ritengo che una particolare attenzione debba essere rivolta ai programmi per l’infanzia perché tramite la lettura si attuerebbe un beneficio per l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze linguistiche del bambino.

Certamente si dovrà progettare una selezione tra i programmi e porre in atto una sottotitolazione  che, anche se essenziale,  possa essere corretta,  puntuale e di ottima qualità.

A livello politico, inoltre, è importante che la scelta della sottotitolazione venga effettuata sia dall’emittenza di Stato sia da quella privata o commerciale.

Desidero precisare che anche nel corso dell’ultima Assemblea Generale dell’EDF del 23-24 maggio 2003 è stato richiesto che la sottotitolazione possa raggiungere il 100% dei programmi.

Credo che, al riguardo,  sia opportuno precisare come le persone sorde oramai scolarizzate, anche se ad alto livello come i diplomati ed i laureati, di fronte al programma televisivo od alla esposizione di una lezione in classe, rimangono comunque  persone sorde, nonostante le notevoli possibilità di acquisizione possedute. E’ viva anche in questo caso la necessità di fruire di ausili per far fronte al problema della comunicazione.

E’ quindi evidente come, tra le priorità degli Enti che rappresento, a livello nazionale ed internazionale, vi sia quella di sostenere e promuovere ogni strategia atta a sviluppare tecnologie avanzate con l’urgenza dettata dalla necessità di fornire aiuto e favorire lo sviluppo linguistico ad ogni studente affetto da disabilità uditiva.

Particolare attenzione deve essere dedicata alla necessità che il servizio di sottotitolazione  sia garantito in tempo reale ed esteso, a partire dal mezzo televisivo, per estendersi però anche a tutti gli ambiti della vita sociale, con le più svariate sfaccettature, mi riferisco per esempio, a teatri, cinema, chiese, convegni, seminari, lezioni accademiche dove un display ben in vista, con caratteri sufficientemente grandi e luminosi, può proporre, attraverso lo scorrere del testo, qualunque messaggio in tempo reale.

Riporto, a titolo d’informazione, un’esperienza proveniente dagli Stati Uniti.

Sta riscuotendo un successo notevole nei cinema statunitensi, il sistema REARWINDOW CAPTIONING, per la sottotitolazione dei film.

Tradotto letteralmente in “Sottotitoli con specchietto retrovisore”, questo sistema, oltre ad essere tecnicamente davvero semplice, risolve molti problemi finora insormontabili, primo fra tutti quello di dover costringere lo spettatore “normale” a sorbirsi i sottotitoli sullo schermo cinematografico (ricordiamo infatti che molte persone normoudenti non gradiscono la presenza del sottotitolo stampato sullo schermo). A livello europeo, tuttavia, non esistendo in molti casi il doppiaggio (tradizione prettamente italiana) i programmi sono comunque sottititolati.

Con questo nuovo sistema, che sta venendo adottato in un numero sempre maggiore di cinema, è possibile leggere i sottotitoli anche se sullo schermo questi non ci sono, e soprattutto è solo la persona non udente a leggere i sottotitoli: tutti gli altri vedono il film senza sottotitolazione alcuna. Come è possibile?

E’ molto semplice. Sul soffitto del cinema, dal lato opposto a quello dello schermo, è appeso un display a LED luminosi di color rosso, sul quale sono riportati i sottotitoli del film, stampati a rovescio ( come se ci si trovasse di fronte allo specchio ). Sulle poltrone, dove si siedono gli spettatori, è inserito uno schermo di plastica acrilica trasparente, che può essere estratto dallo schienale della poltrona davanti e tenuto davanti a sé. Orbene, il riflesso dello schermo a LED luminosi si riflette sulla lastra di plastica acrilica, e può essere letto “diritto” dallo spettatore, il quale si trova praticamente davanti allo schermo cinematografico nella parte alta, e a una riga di sottotitoli luminosi nella parte bassa.  A parole sembra un congegno macchinoso, ma, nel buio della sala, il meccanismo funziona splendidamente, e dopo pochissimi minuti di adattamento sembra di guardare i sottotitoli di un film tradizionale. Il bello è che tutti gli altri telespettatori continuano a vedere il film come se niente fosse.

Per un buon funzionamento, il sistema è ristretto solo alle poltrone che si trovano in un “angolo di riflessione” ideale tra display luminoso, schermo di plastica e occhi dello spettatore.

Negli USA è raccomandato prenotare circa 40 minuti prima per poter avere una poltrona idonea.

Il prezzo del biglietto è assolutamente identico a quello degli altri spettatori.

E’ utile ricordare che per le persone con disabilità uditiva, ogni situazione del vissuto quotidiano, anche la più ovvia, può presentare ostacoli comunicativi, che, se non adeguatamente superati, possono portare a spiacevoli conseguenze anche nell’esecuzione delle azioni più ovvie del quotidiano.  Considerando, ad esempio, il tempo libero, lo svago, i viaggi: vi sarà certamente capitato di trovarvi in una stazione ferroviaria in attesa del treno; quante volte avrete assistito ad “improvvise, repentine” fughe di massa da un binario all’altro, perché l’altoparlante aveva annunciato, all’ultimo momento una variazione del binario di partenza del treno stesso. Immaginate questa situazione dal punto di vista della persona sorda che, oltre a vedersi quasi travolta da questa sorta di fiume in piena, comincia ansiosamente a chiedersi, innanzi tutto che cosa stia succedendo e, una volta realizzata l’effettiva situazione, dove mai sarà finito il treno che stava aspettando….! Sarebbe sufficiente che un sistema di segnalazione luminoso preannunciasse qualunque tipo di comunicazione e che, contemporaneamente al messaggio sonoro (spesso poco comprensibile anche dai viaggiatori normoudenti), un display ben in vista facesse scorrere per iscritto l’annuncio in questione.

E’ stata istituita una Commissione ad hoc, nell’EDF, per quanto riguarda accessibilità e l’abbattimento delle barriere sui vari mezzi di trasporto.

Nel nostro Paese, in alcune regioni, gli autobus ed i pulmann di nuova costruzione, per esempio, prevedono displays luminosi che segnalano il percorso e le varie fermate.

Insomma le situazioni nelle quali un buon servizio di sottotitolazione sarebbe necessario sono davvero tante.

Varie considerazioni emergono a questo proposito. Si dovrà inevitabilmente prevedere l’organizzazione di corsi di formazione per stenotipisti, dal momento che, nella migliore delle ipotesi, si verificherà un aumento della domanda di tali figure professionali.

E’ auspicabile, dunque, che tali corsi vengano istituiti ed attuati, con il sostegno e la consulenza degli esperti che, quotidianamente, affrontano la gamma più completa delle tematiche inerenti la comunicazione per i soggetti che, per varie cause, vivono la comunicazione stessa in maniera problematica. 

Possiamo concludere questa sintetica esposizione precisando che crediamo fermamente che qualunque mezzo atto al superamento delle barriere alla comunicazione debba essere sostenuto nel suo studio e nel conseguente sviluppo, ma a maggior ragione quello che porta valore aggiunto in ordine alla formazione educativa, allo sviluppo delle abilità della persona ed alla sua autonomia.

Da questo punto di vista la sottotitolazione, il riconoscimento vocale, qualsiasi ausilio telematico ed ogni altro sistema che onori il prerequisito di essere in tempo reale e conforme alla realtà va promosso e sostenuto.

Dobbiamo quindi appoggiare con forza lo sviluppo tecnologico avanzato, unico verosimile passaggio per consentire che il progresso origini quei benefici, accessibili per ogni persona, che siano a garanzia di pari opportunità e qualità di vita.

Noi, Organizzazioni di famiglie in Italia ed in Europa, saremo sempre presenti e vicini, per condividere la nostra conoscenza, competenza ed offrire la nostra disponibilità, a chi ci aiuterà a superare il nostro piccolo grande problema.

Confido  che da questo incontro emergano gli standard conosciuti e  si possa indicare la strada da seguire per colmare i vuoti oggi esistenti.

18 marzo 2004

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