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Questo libro, anche se non voluminoso,
ritengo sia considerevole per il contenuto pregnante e
genuino. Ancora una volta i protagonisti sono loro: i nostri
meravigliosi figli sordi che desiderano essere interpreti del
loro vissuto. dei propri sentimenti. dello svolgersi della
loro vita, con gli entusiasmi 'gli errori. le ingenuità che
sono tipici di tutti i giovani.
Troppo spesso gli udenti hanno
teorizzato sullo sviluppo della personalità della persona
sorda e su quello che la deprivazione acustica comporta, mai
considerando il vissuto che può stigmatizzare parte
dell'esistenza di ciascuno di noi.
In questi scritti sono i giovani sordi
che si aprono, ed attraverso la parola, esprimono i loro
problemi ed analizzano le variabili che influiscono sulla
crescita della persona.
La riabilitazione precoce e costante,
l'integrazione nella scuola di tutti, il supporto della
famiglia, ha consentito uno sviluppo del pensiero verbale tale
da consentire ai nostri ragazzi di esprimere appieno quello
che è il loro "sentire" sogni. desideri e realtà come
avrebbero espresso i loro coetanei. Vivere ha un largo
significato: comunicare, accettarsi e sentirsi accettato,
dividere e condividere ciò che il quotidiano apporta
attraverso gioie, dolori, impegni. collaborazione.
Vivere significa partecipare insieme a
tutti nel mondo di tutti, ed all'interno del quale ognuno
parla con l'altro per bisogno, per amore, per necessità... per
essere realizzato quale uomo tra gli uomini.
Ringrazio Simonetta Viola, preziosa
collaboratrice, amica e sostenitrice del processo evolutivo
dei bambini sordi. ed i giovani protagonisti di questi
scritti.
L'augurio a chi leggerà queste pagine è
di immedesimarsi nei contenuti e di collaborare affinché tutti
i bambini e i giovani sordi possano raggiungere, su tutto il
territorio del nostro Paese, le uguali opportunità.
Silvana Baroni
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