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Essere giovane è di per sè uno stato
progettuale dell'essere, la fase di vita determinante dove si
formano equilibri e relazioni. Il momento in cui le
aspettative vengono frustrate o incoraggiate dalla società e
dal rapporto che il giovane ha con essa.
Dunque la società è in grado di
condizionare fortemente i destini. In questo libro non sono
gli esperti a trattare il tema, ma a parlare sono i ragazzi di
tutte le parti d'Italia, dai 15 anni in su che hanno
individuato nella scuola il fronte della società con cui
devono confrontarsi e spesso battersi.
Si, anche se in modo incruento,
battersi talvolta per vedere affermati i diritti più
elementari. Sono ragazzi audiolesi, studenti di scuola media
superiore ed universitari, che con grande maturità e serenità
raccontano le proprie esperienze, non sempre negative, e
formulano concrete proposte e suggerimenti destinati agli
educatori e a tutti coloro che hanno un ruolo e responsabilità
nell'ambito della scuola.
Ma il loro messaggio è destinato anche a
chi si senta di caricare di particolari valenze simboliche e
di speranza l'inizio del terzo millennio: speranza di vedere
realizzata una società più giusta, più a misura d'uomo e che
non discrimini. I ragazzi di oggi, quelli che si formano nelle
nostre scuole, quelli che parlano in questo libro , saranno
responsabili di costruire quel mondo migliore. Sarà bene che
impariamo ad ascoltarli, tutti
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