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              Il ruolo del neuropsichiatra 

 

Dott.ssa M.Garotta, R.G. Pizzo

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Nella selezione del candidato all'impianto cocleare (bambino, adolescente e adulto) è fondamentale privilegiare l'indirizzo di neuroscienze che prende in considerazione aspetti neuropsicologici, neurologici e neurobiologici derivanti dallo studio del comportamento.

Il paziente sordo presenta gravi disfunzioni a carico del Sistema Nervoso Centrale (SNC) in quanto le aree coinvolte nella codifica del suono e del linguaggio sono deficitarie.

Inoltre la distruzione della periferia uditiva provoca una grave alterazione nelle aree sensoriali del SNC, che prende Il nome di deafferentazione.

Essendo il SNC inteso come sistema unitario, la disfunzione di un suo sottosistema (aree uditive primarie e secondarie) porta necessariamente alla disfunzione di tutti gli altri sottosistemi.

La neuropsìcologia, intesa nel suo significato più ampio, studia con mezzi sperimentali la relazione esistente tra attività psicologica e corrispondente situazione cerebrale. Studia, inoltre, come alcune modificazioni a livello cerebrale possano colpire il comportamento. È una scienza interdisciplinare a cui concorrono la neurologia, la neuroanatomia, la neurofisiologia, la neurochimica, la psicologia, la linguistica e l'intelligenza artificiale. Nel corso dei secoli, essendo nata come disciplina nel XIX secolo, si sono modificate le modalità di studio applicate alla neuropsicologia: dallo studio della correlazione anatomo-clinica (cioè della ricerca di corrispondenza tra aree cerebrali e funzioni), attraverso la fase del comportamentismo (che studiava solamente il comportamento manifesto), si è arrivati alla moderna psicologia cognitiva che esplora l'architettura funzionale dei processi mentali normali, indagando pazienti affetti da disordini neuropsicologiei causati da lesioni cerebrali. E' quindi appropriato sottoporre, in fase preoperatoria, i candidati all'impianto coeleare a test psicologici, neuropsicologici e psichiatrici al fine di valutare l'entità della disfunzione presente.

In particolare, vengono valutate:
· le funzioni neuropsicologiche (cognitive, percettive, motorie, affettive);
· le caratteristiche di personalità del paziente;
· la competenza sociale.

I test utilizzati vengono scelti in base:
· all'appartenenza del paziente ad una determinata fascia di età;
· alla tipologia della funzione esaminata;
· al consenso internazionale nella loro somministrazione, quali risultano dalla letteratura internazionale e congressuale;
· alla possibilità di utilizzarli per ottenere confronti riguardanti intervallo di età, gruppo sociale di appartenenza, livello educativo;
· al follow-up delle variazioni nelle prestazioni valutate.

All'inizio della valutazione pre-impianto sono fondamentali la raccolta anamnestica e I 'intervista neuropsichiatrica strutturata, volta verificare la collaborazione attiva e l'orientamento nello spazio e nel tempo del paziente
.
Per lo studio delle funzioni specifiche vengono utilizzati i seguenti test, scale e questionari strutturati:

1 - Valutazione delle funzioni cognitive
1.1 Scale dello Sviluppo Mentale Griffiths (0-8) anni
1.2 Scala di Intelligenza Stanford-Binet Forma L-M (SBIS) (2 - 18 anni)
1.3 Scala Wechsler a Livello Prescolare e di Scuola (WPPSI) (3 - 7 anni)
1.4 Scala di Intelligenza Wechsler per Bambini - Riveduta (WISC -R) (6 - 17 anni)
1.5 Matrici Progressive Colorate di Raven (5 - 11 anni)
1.6 Scala di Intelligenza Wechsler per adulti (WAIS)

2 - Valutazione delle funzioni percettive visuo-motorie
2.1 Test visuo-motorio di Bender-Gestalt
Questo test è stato presentato per la prima volta nel I 938 da Lauretta Bender. Il test proposto consiste nel far copiare 9 configurazioni mediante le quali si analizza la funzione di strutturazione nei casi patologici d'integrazione: disordini organici, funzionali e mentali.
Il test di Bender viene valutato mediante la metodica messa a punto da Koppitz nell 964 per i soggetti fino a 12 anni, e mediante la metodica messa a punto da Pascal-Suttel per gli adulti.

3 - Valutazione delle funzioni visuo-costruttive
3.1 Test percettivo-visivo della Figura Complessa di Rey (CFT) - prova di copiatura.
Questo tipo di "figura complessa" è stata ideata da Rey ne 1941 allo scopo di valutare sia l'organizzazione percettiva che la memoria visiva in soggetti con danno cerebrale. Osterrieth (1944) ha standardizzato la procedura di Rey, ottenendo dati normativi basati su bambini con età compresa tra i 4 e i 15 anni e su adulti con età compresa tra i 16 e i 60 anni.
Il test consiste nella riproduzione della figura complessa di ReyOsterrieth
.
4 -Valutazione delle funzioni di memoria a breve termine
4.1 Test della memoria a breve termine della Figura Complessa di Rey (CFT) - prova di memoria.
Viene richiesto al soggetto di ridisegnare la figura precedentemente copiata. Il tempo intercorso tra il momento della fine della copiatura della figura e l'inizio del disegno a memoria deve essere di 3 minuti, secondo la tecnica messa a punto da Osterrieth
(1944).
4.2 Memoria sequenziale visiva, subitem dell'Illinois Test of Psycholinguistic Abilities (ITPA).
Questo test valuta la capacità del soggetto di riprodurre a memoria una sequenza di figure prove di significato.

5 - Valutazione delle funzioni motorie
5.1 Neurological Examination of Stuble Signs (NESS). Con questo test vengono analizzate le funzioni motorie tini. In particolare, vengono valutate:
· Lateralità
· errori di esecuzione durante la stazione eretta e la deambulazione
· equilibrio durante la stazione eretta
· movimenti involontari durante la stazione eretta
· velocità di esecuzione di movimenti ripetitivi e in sequenza
· reazioni di equilibrio in eccesso durante la deambulazione, i movimenti ripetitivi e in sequenza.

6 - Valutazione delle depressione clinica
6.1 Children's Depression Inveutory (CDI}
6.2 Scala Hamilton per /a depressione (HAD)
Queste Scale permettono di porre diagnosi secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IV Edizione (DSM IV) di:
· Disturbo di adattamento
· Disturbo distimico
· Disturbo depressivo maggiore

7 - Valutazione dell'ansia clinica
7.1 Scala Hamilton per l 'ansia (HAS}

8 -Valutazione della personalità
8.1 California Personalitv Inventory (CPI)
Il test viene utilizzato in gruppi di età compresa tra i 12 e i 70 anni.
8.2 Personality Inventory for Children (PIC)
Questo test permette la valutazione della personalità mediante un questionario con risposte vero/falso compilato dai genitori di soggetti di età compresa tra i 6 e i 16 anni.
8.3 Minnesota Multiphasic Personahty Ihventory (MMPI)

I follow up periodici sono una parte fondamentale del progetto terapeutico incentrato sul soggetto sordo, in quanto permette sia di valutare le variazioni, in positivo o in negativo, delle funzioni neuropsicologiche e affettive a seguito dell'intervento di impianto, sia perché fornisce informazioni fondamentali per il prosegui mento della terapia logopedica.

I pazienti, nel periodo successivo all'intervento di impianto cocleare, vengono sottoposti a 3, 6, 9, 12 e 18 mesi ai seguenti test, scale e questionari strutturati:

1.Test visuo-motorio di Bender Gestalt
2.Test percettivo-visivo della Figura Complessa di Rey (CFT) - prova di copiatura
3.Test percettivo-visivo della Figura Complessa di Rey (CFT) - prova di memoria
4.Memoria Sequenziale Visiva, subitem dell'Illinois Test of Psycholinguistic Abilities (ITPA)
5.Children's Depression Inventory (CDI)
6.Scala Hamilton per l'ansia (HAS)

A 24 mesi dall'impianto viene ripetuta la batteria completa di test, scale e questionari strutturati proposti al soggetto nella fase pre-impianto.

Crarv, Berliner, Wexler (1982) hanno ipotizzato che, visti i risultati desunti dalla valutazione postimpianto, l'impianto cocleare non produce deterio-ramenti intellettivi o variazioni nella personalità, valutati con test standar-dizzati. Inoltre, gli stessi Autori hanno seguito il funzionamento cognitivo e di personalità dei propri pazienti nel periodo pre- e postimpianto. Non hanno rilevato la presenza di peggioramenti o miglioramenti nelle funzioni cognitive o neuropsicologiche e neppure nelle dimensioni della personalità. Importanti sono le implicazioni relative alla neuroplasticità.

La plasticità, intesa come cambiamento delle capacità funzionali dei neuroni a seguito di rimodellamento sinaptico, è una caratteristica generale delle strutture nervose. Classicamente la plasticità può essere distinta in evolutiva (relativa al periodo dello sviluppo del SNC, e comprende l'apprendimento e la variazione delle strutture cerebrali a seguito di parziale o totale deprivazione) e dell'età adulta (relativa all'età adulta, quando il periodo di sviluppo è terminato, e comprende la plasticità correlata con la sede della lesione, con l'età a cui la lesione si è verificata e con la causa della lesione stessa).

A tal riguardo, Kileny, Zimmerman-Phillips, Kemink et al. (1991) hanno esaminato la prestazione di 10 pazienti adulti sottoposti ad impianto cocleare in funzione di alcune variabili, inclusa la durata del periodo di totale deprivazione sonora e la durata dell'esperienza uditiva effettiva (dalla nascita fino alla cessazione dell'utilizzo di apparecchi acustici). Tale analisi ha dimostrato una significativa correlazione negativa tra la prestazione dell'impianto cocleare e la lunghezza del periodo di deprivazione sonora.

Allo stesso modo, Staller et al. (1991) hanno riportato che l'età di esordio della sordità e la durata della sordità stessa sono predittori significativi della prestazione postimpianto nei bambini.

Altri studi hanno indicato che il sistema uditivo centrale dei pazienti in età pediatrica possono essere maggiormente in grado di modificarsi in risposta alla stimolazione rispetto agli adulti divenuti sordi in età postlinguale. Uno studio condotto su 142 bambini impiantati ha rilevato clic la prestazione continua a migliorare oltre 3 anni postimpianto (Staller, Dowell, Beiter, et al., 1991).

Studi condotti da Pizzo, Garotta et al. (1995) hanno evidenziato la presenza nei soggetti sordi di una depressione neuronale, particolarmente a carico delle aree prefrontali. Tale depressione neuronale va tenuta distinta dalla depressione clinica, in quanto rappresenta una diminuita attività.

A seguito dell'intervento di impianto cocleare gli stessi Autori hanno evidenziato un miglioramento in tale funzioni, specialmente nella memoria a breve termine, indice di plasticità neuronale. In tal senso l'impianto cocleare è ipotizzato fungere da "attivatore" della rete neuronale depressa e ciò permetterebbe un miglioramento nelle funzioni costruttive. di memoria a breve termine e cognitive.

Sempre dagli stessi Autori (1996) viene ipotizzato che il miglioramento nelle capacità percettive è conseguente alla riattivazione cocleare, mentre i miglioramenti nella funzione di memoria a breve termine sono dovuti sia alla riattivazione cocleare che alla riabilitazione. Gli Autori fanno notare che i soggetti con ritardo mentale sottoposti ad impianto cocleare presentano un miglioramento in tali funzioni solamente nei primi tre mesi dopo l'impianto.

Dopo tale periodo si ha un aumento nella depressione clinica e nell'ansia, che provocano un rapido decremento della curva di apprendimento. Tale decremento è imputato alla riabilitazione cognitiva prematuramente applicata a tali pazienti.

Il paziente sordo presenta una prevalenza in alcune patologie neuropsichiatriche tipiche.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV Edizione (DSM-IV, APA, 1995), che è una classificazione riconosciuta a livello internazionale, evidenzia come le patologie neuropsichiatriche che hanno una maggior prevalenza nel soggetto sordo siano le seguenti:
· Depressione Maggiore (Asse I)
· Ansia generalizzata (Asse I)
· Disturbo delle Capacità Motorie (Asse I)
· Disturbo del Linguaggio (Asse I)
· Disturbi di Apprendimento (Asse I)
· Disturbo dell'adattamento (Asse I)
· Disturbi Psicotici (Asse I)
· Disturbo Generalizzato di Sviluppo (Asse II)
· Ritardo Mentale (Asse II)
· Disturbo di Personalità (Asse Il)

Tutte queste patologie psichiatriche sono secondarie al danno organico che ha provocato la sordità stessa.

Il progetto terapeutico assume pertanto le caratteristiche di un progetto di natura biopsicosociale. in quanto tutte le componenti del processo evolutivo sono presenti in forma disfunzionale:
· la componente biologica, rappresentata dal danno funzionale che provoca la sordità;
· la componente psicologica, rappresentata dai disturbi dell'affettività e del comportamento;
· la componente sociale. rappresentata dai disturbi di apprendimento, di comunicazione sociale e dell'adattamento all'interno delle strutture scolastiche e dell'ambiente esterno.

Il progetto terapeutico incentrato sulla componente biologica del paziente riguarda il trattamento delle patologie cognitive (ritardo mentale, disturbo generalizzato di sviluppo, disturbo del linguaggio) e motorie (disturbo del movimento).

Le modalità di intervento sono varie e comprendono la riabilitazione logopedica, la psicomotricità. la riabilitazione percettivo-cognitiva e, eventalmente, la terapia farmacologica.

In particolare, la riabilitazione logopedica deve tener conto delle capacità cognitive del paziente, eventualmente limitate dall 'handicap, riservando livelli diversi di riabilitazione a seconda delle capacità cognitive del paziente stesso.

A tal riguardo, le più recenti ricerche metterebbero in evidenza la necessità di utilizzare una riabilitazione di tipo percettivo nei soggetti affetti da ritardo mentale o pazienti con intelligenza ai limiti inferiori di norma (QI £ 85), riservando una riabilitazione a contenuto cognitivo so1o dopo aver accertato il conseguimento di determinati obiettivi percettivo-cognitivi

Tali ricerche hanno segnalato la presenza di un iniziale successo nella riabilitazione logopedica svolta secondo elevate modalità cognitive, ma rapidamente seguito da un decadimento della performance ad esaurimento della curva di apprendimento. Ciò conferma come una terapia riabilitativa ad alto contenuto cognitivo esiti, nei pazienti con intelligenza ai limiti di norma o con ritardo mentale, in situazioni di stress cognitivo, che a sua volta produce il ristabilimento della depressione neuronale a lungo termine.

Il progetto terapeutico incentrato sulla componente psicologica riguarda il trattamento delle patologie affettive (ansia, depressione, disturbo dell'adattamento) e del comportamento (disturbi psicotici e disturbi di personalità).

La terapia consiste nella somministrazione di psicoterapia individuale associata a terapia farmacologica qualora se ne ravvisi la necessità.

  1. Il progetto terapeutico incentrato sulla componente sociale consta di tre sottoprogetti, autonomi e tra loro coordinabili:
     intervento sull'ambiente scolastico, al quale è richiesto un intervento riabilitativo a sostegno delle capacità cognitive e il riconoscimento dell'esistenza dell'handicap come fattore modificante le capacità affettive del soggetto;
  2. intervento sull'ambiente esterno, al quale è richiesto un intervento riabilitativo di risocializzazione relativo all'avviamento al lavoro e alle attività del tempo libero, dove notevole importanza assumono i Servizi Sociali, le Associazioni di tutela e le strutture di volontariato che si occupano dell'handicap;
  3. intervento sulla famiglia, che a causa dell'handicap di un suo componente presenta modalità intersoggettive disfunzionali necessitando interventi di sostegno ad hoc (Centri Psicosociali instituzionali).

Il successo del progetto terapeutico dipende dall'esistenza di un processo realistico che comprenda:
· una fase diagnostica (assessment)
· una fase terapeutica (farmacoterapia e/o psicoterapia)
· una fase di controlli successivi (follow-up) per minimizzare i rischi di insuccesso terapeutico (drop-outs).

La sottovalutazione o l'impostazione approssimativa ditale processo conduce al fallimento parziale o totale del progetto terapeutico.

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