Logo animato: ho bisogno di vederti per sentirti meglio

Logo FIadda: Famiglie Italiane Associate Difesa Diritti Audiolesi

Sede Nazionale - 16142 GENOVA C.so Sardegna 36, 1
Tel: 010/5451214 - Fax 010/5451225
linea di divisione pagina
 

cornice d'angolo

H o m e

cornice d'angolo

cornice d'angolo

Integrazione

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Scuola ed
Educazione

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Riabilitazione

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Attività
Internazionali

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Legislazione

cornice d'angolo

 

 

              Regolazione dell' Impianto Cocleare 

Ing. Luca Del Bo

 
  Le filosofie di regolazione dell'impianto cocleare sono classificabili sostanzialmente in due gruppi:
  • soggettiva con partecipazione e collaborazione diretta del paziente;
  • oggettiva tramite studio di indicatori oggettivi.

Metodica soggettiva con partecipazione e collaborazione diretta del paziente.

Nel primo caso grazie alle indicazioni soggettive fornite dal paziente stesso, l'audiologo preposto alla regolazione è in grado di adattare l'impianto cocleare. Il paziente deve essere in precedenza istruito su come comportarsi durante la seduta di regolazione. In particolare è importante allenare il paziente a riconoscere:
· la sensazione uditiva prodotta dalla stimolazione elettrica
· la sensazione di intensità soggettiva (loudness),
· la sensazione di altezza oggettiva (pitch),
· la differenza di loudness e pitch tra due o più stimoli,
· la soglia minima di detenzione uditiva,
· il livello di confort ed il massimo livello sopportabile di stimolazione.

L'allenamento del paziente generalmente non può essere completato prima dell'attivazione dell'impianto in quanto le conoscenze acustiche del paziente non  consentono di comprendere a fondo alcune istruzioni.

Ad esempio per un soggetto ipoacusico non è di immediata comprensione la differenza tra loudness e piteh o il significato di altri parametri acustici.. È opportuno perciò procedere gradualmente allenando il paziente, inizialmente, ad assolvere i compiti più semplici come riconoscimento del livello di conforto della soglia; in seguito tramite l'allenamento all'ascolto indotto dall'uso dell' impianto cocleare, il paziente è in grado di effettuare le altre istruzioni.

Il periodo di allenamento può variare da qualche giorno a più mesi in relazione all'età del paziente, all'epoca di insorgenza della sordità e ad altri fattori audiologici.

In soggetti in età infantile è sempre opportuno procedere al condizionamento del paziente allo stimolo elettrico. Il bambino va quindi allenato a svolgere una semplice mansione, possibilmente di carattere ludico, (volgere la testa verso un cortometraggio, impilare una serie di oggetti, ecc.) alla percezione della stimolazione erogata dall'impianto. Ciò è possibile con pazienti di età superiore ai tre anni, per età inferiori è necessario utilizzare osservazioni comportamentali o rivolgersi a metodiche oggettive.

 

Metodica oggettiva tramite studio di parametri oggettivi (EABR, ESR).

Con questa metodica si utilizzano test di valutazione oggettivi, come il rilievo del riflesso stapediale elettrico (ESR), i potenziali del tronco evocati da stimolo elettrico (EABR) e il test di integrità funzionale dell'impianto (AEV). L'ESR consiste nel rilievo del riflesso stapediale nell'orecchio controlaterale all'impianto tramite un normale impedenzometro; la soglia del riflesso coincide con il massimo livello di confort d'ascolto. Secondo la bibliografia internazionale almeno nel 65% dei pazienti è possibile evocare il riflesso stapediale. L'EABR consente invece di determinare con buona approssimazione, almeno in alcuni modelli di impianto, cocleare, la soglia di detezione. Con l'AEV si esegue invece un test della funzionalità del ricevitore stimolatore impiantato, test utile nel caso di pazienti con prestazioni poco soddisfacenti. Il posizionamento degli elettrodi di superficie sulla cute del paziente, come nel caso dell'EABR, o della cuffia e della sonda, come nel caso dell'ESR, richiede comunque una minima collaborazione del paziente che deve evitare movimenti bruschi. Per questo motivo in pazienti infantili è opportuno procedere al rilievo dell 'EABR al termine dell 'atto chirurgico a paziente ancora sedato.

È importante ricordare il ruolo svolto dalle misure oggettive nella regolazione dell 'impianto cocleare: tramite le misure oggettive è possibile infatti avere un quadro realistico del grado di adattamento dell'impianto indipendentemente dall'emotività e dalla disponibilità del paziente. Ciò  in modo particolare nel caso di bambini o pazienti poco collaboranti.

La procedura di esecuzione delle prove oggettive viene descritta nel capitolo relativo ai test elettrofisiologici.

Per la buona riuscita della regolazione è indispensabile creare un rapporto di fiducia reciproca tra il tecnico che effettua la regolazione e il paziente, anche quando si adottano criteri di taratura oggettivi. Nel caso di pazienti in età infantile è necessario che alla regolazione prendano parte attiva, oltre all'audiologo, anche la logopedista che segue la riabilitazione del bambino e un audiometrista esperto in audiometria infantile e audiometria oggettiva.

La  tecnica di regolazione

I parametri su cui intervenire per la regolazione dell'impianto cocleare
sono riassumibili nei punti che seguono.

Regolazione soglia minima (detezione) e massima (livello massimo di confort)

L'attivazione ha inizio, normalmente, partendo dagli elettrodi inseriti più profondamente nella coclea (apicali) per proseguire sino ai più esterni (basali). Nel corso della prima seduta vengono ricercate le soglie di detezione del segnale elettrico (minima udibilità) e di massimo livello sopportabile. La soglia minima viene raggiunta erogando l'impulso elettrico a livelli crescenti sino al raggiungimento della sensazione uditiva. Per il rilievo del massimo livello sopportabile, come già ricordato in precedenza, è opportuno  utilizzare metodiche di rilievo oggettive come lo studio della soglia del riflesso stapediale nell'orecchio controlaterale all'impianto o dei potenziali elettrici evocati da stimolo elettrico. Nell'ambito della medesima sessione di regolazione è opportuno ripetere più volte la ricerca delle soglie per una migliore precisione di regolazione.

Scelta della strategia di stimolazione.

In alcuni impianti. è possibile scegli ere la strategia di stimolazione che potrà essere sia monopolare che bipolare 

La stimolazione monopolare prevede un unico elettrodo attivo con tutti gli altri a massa comune; in tale configurazione la corrente di stimolazione fluisce dall'elettrodo attivo a tutti i rimanenti elettrodi per l'occasione posti a massa o, all'elettrodo di riferimento se l'impianto ne è provvisto. La stimolazione bipolare, prevede invece che il flusso di corrente avvenga solamente tra l'elettrodo attivo e gli elettrodi adiacenti.

E' arduo decidere a priori quale sia la strategia di stimolazione piu' conveniente anche perché, all'interno della medesima categoria, la monopolare per esempio, esistono significative differenziazioni. Ciascuna modalità presenta pregi e difetti difficilmente valutabili; anche la comunità scientifica internazionale non ha ancora espresso una chiara preferenza per la stimolazione bipolare piuttosto che per la monopolare. La strategia di stimolazione bipolare è teoricamente più selettiva in quanto eccita una partizione cocleare più sottile ma necessita un flusso di corrente elettrica superiore non sempre ottenibile dall'impianto. La modalità monopolare è teoricamente meno selettiva in quanto tende ad eccitare partizioni cocleari più vaste, necessita, a parità di sensazione, per contro di una corrente elettrica minore. In linea generale è meglio, in fase iniziale, procedere con la monopolare perché, coinvolgendo un maggior numero di fibre nervose, risulta più facile l'ascolto per il paziente che non è ancora abituato al suono.

La stimolazione monopolare inoltre consente di raggiungere le soglie minime e massime con livelli di stimolazione contenuti.

Distribuzione in frequenza

In questa fase l'operatore sceglie la banda in frequenza del segnale che successivamente verrà elaborato. La larghezza di banda, e specialmente il limite superiore della banda, deve essere scelto in funzione del quadro anamnestico del paziente con particolare riferimento al tipo, all'età di insorgenza e alla durata della sordità. Altrettanto importante è la selezione della modaliità di distribuzione del segnale sonoro sui singoli elettrodi, si dovrà scegliere la distribuzione logaritmica o la lineare4ogaritmica in funzione delle caratteristiche e delle prestazioni del paziente.

Altri parametri di regolazione

Gli impianti cocleari oggi piu' avanzati consentono di scegliere il numero di elettrodi funzionanti per ciascun ciclo che può variare da uno al numero totale di elettrodi attivati. Inoltre è importante intervenire sul guadagno acustico per singola frequenza di stimolazione, sulla sensibilità del microfono e sull 'equalizzazione del segnale sonoro.

La cadenza delle sedute di regolazione nel primo mese di uso dell'impianto cocleare è di una seduta ogni tre giorni per poi ridursi gradualmente con l'avanzare della rieducazione. Non è possibile proporre il medesimo calendario di regolazione indistintamente a tutti i pazienti in quanto il numero di sedute di regolazione è funzione anche della capacità di apprendimento. La quantità di carica necessaria ad evocare il riflesso stapediale varia in funzione del tempo ed è espressione di un fenomeno di neuroplasticità che giustifica la necessità di più regolazioni nella fase iniziale.