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              Riabilitazione e risultati sull'adulto

E. Amigoni, E.Nume, L. Todini

 

 PREMESSA

L'adulto postverbale impiantato non presenta particolari difficoltà nel conseguimento di un buono se non ottimo utilizzo dell'impianto cocleare; questi pazienti infatti avendo avuto una precedente esperienza uditiva, sono in grado di sviluppare in breve tempo e correttamente un processo di analisi del nuovo stimolo sonoro.

Più complesso si presenta il problema per l'adulto preverbale e più ancora per l'adolescente, nato sordo profondo o diventato tale prima dell' acquisizione del linguaggio.

Lo svolgimento del programma impianto cocleare" comporta nell'adolescente la messa in atto di strategie particolari, sia nella fase di selezione e di preparazione all'intervento, sia nella fase di adattamento al nuovo modo di sentire e al miglior utilizzo delle percezioni uditive sul piano comunicazionale e psicologico.

É ovvio sottolineare come l'adolescenza rappresenti una fase della vita già alquanto difficile anche quando non è complicata da patologie quali, nel nostro caso, la sordità.

"Il processo dell'adolescenza è infatti un melange tra la sfida lanciata al mondo degli adulti e il lutto dell'infanzia" (P. Delaroche) e ancora: ciò che determina la crisi è la rapidità delle modificazioni psicologiche dovute alle forze in gioco" (P. Delaroche)

L'impianto rappresenta per l'adolescente preverbale una nuova avventura che non tutti hanno il coraggio di affrontare. Non dimentichiamo che sono persone che, in un modo o nell'altro, hanno affrontato un iter riabilitativo lungo e faticoso.

Sono ragazzi stanchi di riabilitazione, di continue e spesso pressanti sollecitazioni ad articolare meglio, di insegnanti di sostegno, di programmi differenziati che li hanno portati senza dubbio a sviluppare un linguaggio, ma mai allo stesso livello dei loro coetanei. Sono individui che sono riusciti a costruire nell'arco degli anni una loro identità, che hanno imparato a convivere con il silenzio o comunque con un mondo di suoni non solo profondamente limitato ma anche alterato.

Il compito del logopedista o meglio dell'intera equipe audiologica, è quello di aiutarlo a superare questo nuovo trauma chiarendogli prima e risolvendogli poi, nei limiti del possibile, le difficoltà e le perplessità che si incontreranno. La nostra esperienza ci consente, senza peccare di presunzione, di incoraggiare alcuni medici e logopedisti che limitano la selezione di questa particolare fascia di età timorosi delle problematiche che potranno incontrare nell' iter riabilitativo.

Casistica dell 'Istituto di Audiologia deIl' Università di Milano: pazienti impiantati dal 92' al giugno 97: n° 46.

· Postverbali  43,5 %
· Periverbalì    2,1 %
· Preverbali    54,4 %

Dei preverbali il 58,3 % ha un'età maggiore di 13 a.

STRATEGIE

Le strategie che devono essere poste in atto  con gli adolescenti quando si parla di impianto cocleare sono le seguenti:
· Avere con il ragazzo, prima dell'impianto, un contatto intenso e prolungato, al fine di chiarire ogni dubbio e perplessità. 

Utile si è rivelata l'informazione attraverso un opuscolo in cui il paziente può trovare la risposta alle sue domande (Impianto cocleare: una risposta ad ogni domanda - maggio 96 a cura di E. Amigoni, L.del Bo, L.Riva, L. Todini, A.Zaghis)

· Organizzare degli incontri con coetanei già impiantati in modo che il paziente possa avere direttamente dagli stessi ulteriori (e per lui più veritiere) spiegazioni; possa constatare assistendo a delle sedute, come essi sentono come il fattore estetico non abbia nessun o poco peso, ma soprattutto possa rendersi conto di quanto siano soddisfatti del loro impianto. Questi incontri dovranno essere programmati con più persone, non solo con i cosiddetti star patients (cioè con quelli che eccellano nei risultati), ma anche con quelli che per capire la parola devono sempre far ricorso alla lettura labiale. Sono questi i casi migliori da presentare: al ragazzo potrà capire che ciò che conta è la soddisfazione di aver dato una svolta decisiva alla qualità della propria vita. Questo periodo di preparazione all'impianto é a volte lungo; è comunque il ragazzo che deve decidere; sarebbe un errore forzare la mano: i genitori hanno delle motivazioni che a volte non coincidono con quelle del figlio.
· Conoscere l'ambiente familiare e sociale, nel quale il paziente vive in modo da adeguarsi al livello cognitivo
· Analizzare gli interessi, desideri, le aspettative che devono essere sempre estremamente chiare . La compilazione di un questionario permetterà di analizzare ciò che il paziente si aspetta dall'impianto, contenendo le aspettative entro i dovuti limiti.
· Osservare l'impulsività, l'impazienza, lo stato emotivo della persona, fattori che tanto incidono sull'iter terapeutico.
· Valutare la capacità attentiva e mnemonica, per impostare un programma riabilitativo personalizzato.
· Definire il livello del linguaggio sia impressivo che espressivo Il logopedista dovrà far capire al ragazzo che con l'impianto non si tratta di ricominciare da capo il cammino fatto con la protesi acustica, ma di iniziare un lavoro nuovo e sarà Opportuno programmare un intervento terapeutico in modo tale che il paziente viva in maniera regressiva le proposte riabilitative.

R!SULTATI

I risultati che si possono conseguire nell 'adolescente impiantato vengono rilevati secondo una duplice valutazione:

oggettiva: mediante particolari Test di audiometria vocale
soggettiva: mediante questionari. 

Con questa seconda modalità di indagine è il paziente stesso che riferisce su come e quanto è migliorata la sua capacità uditiva nella vita quotidiana (ambiente familiare, scolare) e parallelamente come è cambiata la sua qualità di vita e dal punto di vista sociale e dal punto di vista emotivo.

Come si può rilevare dai grafici relativi alla valutazione oggettiva, nei preverbali la capacità di percezione uditiva del messaggio verbale si riduce passando dal fonema alla parola, dalla parola alla frase.

Tale andamento (contrario a quello dei soggetti posterbali) è principalmente legato al più o meno deficitario sviluppo dell'abilità cognitiva che rende difficoltosa l'integrazione.
Le problematiche sociali ed emotive rilevate soggettivamente si riducono nei preverbali in misura più tangibile rispetto ai postverbali; ciò attesta in modo palese il cambiamento della qualità della vita.

CONCLUSIONI

Si sottolinea il nostro punto di vista ottimistico riguardo all'impianto nell'adolescente e adulto preverbale riportando alcuni stralci di un diario di una ragazza preverbale impiantata, titolato L'impianto è diventato il mio compagno di vita, in cui traspare chiaro il trapasso da uno stato di profonda sofferenza alla gioia di sentirsi parte del mondo degli udenti.

"I miei genitori ebbero i primi dubbi della sordità verso i 3 mesi di vita, ma solo a 17 mesi venne posta la diagnosi di sordità profonda e protesizzata.

…Da quel giorno incominciò il duro lavoro di rieducazione alla parola in cui mia madre, lo riconosco, ebbe un coraggio immenso, incredibile, perchè io agli inizi non volevo imparare a parlare e facevo dei capricci tremendi….
….la sordità è sempre stata per me un grosso problema. Perchè? perchè non riuscivo a comunicare con gli altri come avrei voluto e, a causa di questo peso che avevo dentro ho versato molte lacrime; piangevo di nascosto in un angolo buio; cercavo di sfogarmi ma non ci riuscivo…
 ..odiavo gli altri e me stessa; vedevo che giorno dopo giorno il mio carattere diventava sempre più difficile, perfido, aggressivo, triste…
…tre anni là l'intervento. Il giorno dell'attivazione ero emozionatatissima, la voce mi tremava.
Mia madre mi chiamò; io chiesi: cos'è questo rumore? mi fu risposto il tuo nome.
Non l'avevo capito, ma piansi ugualmente di gioia....
….vorrei poter spiegare ai ragazzi della mia età cosa significhi essere impiantati. Mi riesce difficile. Posso dire però, con certezza, che con l'I: o trovato la fiducia, che una volta non avevo, negli altri e soprattutto in e stessa...
..mi sento libera ora e per sempre e non so cosa farei se non l'avessi … forse impazzirei!"

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