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PREMESSA
L'adulto postverbale impiantato non
presenta particolari difficoltà nel conseguimento di un buono se non ottimo
utilizzo dell'impianto cocleare; questi pazienti infatti avendo avuto una
precedente esperienza uditiva, sono in grado di sviluppare in breve tempo e
correttamente un processo di analisi del nuovo stimolo sonoro.
Più complesso si presenta il
problema per l'adulto preverbale e più ancora per l'adolescente, nato sordo
profondo o diventato tale prima dell' acquisizione del linguaggio.
Lo svolgimento del programma
impianto cocleare" comporta nell'adolescente la messa in atto di
strategie particolari, sia nella fase di selezione e di preparazione
all'intervento, sia nella fase di adattamento al nuovo modo di sentire e al
miglior utilizzo delle percezioni uditive sul piano comunicazionale e
psicologico.
É ovvio sottolineare come
l'adolescenza rappresenti una fase della vita già alquanto difficile anche
quando non è complicata da patologie quali, nel nostro caso, la sordità.
"Il processo dell'adolescenza
è infatti un melange tra la sfida lanciata al mondo degli adulti e il lutto
dell'infanzia" (P. Delaroche) e ancora: ciò che determina la crisi è
la rapidità delle modificazioni psicologiche dovute alle forze in
gioco" (P. Delaroche)
L'impianto rappresenta per
l'adolescente preverbale una nuova avventura che non tutti hanno il coraggio
di affrontare. Non dimentichiamo che sono persone che, in un modo o
nell'altro, hanno affrontato un iter riabilitativo lungo e faticoso.
Sono ragazzi stanchi di
riabilitazione, di continue e spesso pressanti sollecitazioni ad articolare
meglio, di insegnanti di sostegno, di programmi differenziati che li hanno
portati senza dubbio a sviluppare un linguaggio, ma mai allo stesso livello
dei loro coetanei. Sono individui che sono riusciti a costruire nell'arco
degli anni una loro identità, che hanno imparato a convivere con il
silenzio o comunque con un mondo di suoni non solo profondamente limitato ma
anche alterato.
Il compito del logopedista o meglio
dell'intera equipe audiologica, è quello di aiutarlo a superare questo
nuovo trauma chiarendogli prima e risolvendogli poi, nei limiti del
possibile, le difficoltà e le perplessità che si incontreranno. La nostra
esperienza ci consente, senza peccare di presunzione, di incoraggiare alcuni
medici e logopedisti che limitano la selezione di questa particolare fascia
di età timorosi delle problematiche che potranno incontrare nell' iter
riabilitativo.
Casistica dell 'Istituto di
Audiologia deIl' Università di Milano: pazienti impiantati dal 92' al
giugno 97: n° 46.
· Postverbali 43,5 %
· Periverbalì 2,1 %
· Preverbali 54,4 %
Dei preverbali il 58,3 % ha un'età
maggiore di 13 a.
STRATEGIE
Le strategie che devono essere
poste in atto con gli adolescenti quando si parla di impianto cocleare
sono le seguenti:
· Avere con il ragazzo, prima dell'impianto, un contatto intenso e
prolungato, al fine di chiarire ogni dubbio e perplessità.
Utile si è rivelata l'informazione
attraverso un opuscolo in cui il paziente può trovare la risposta alle sue
domande (Impianto cocleare: una risposta ad ogni domanda - maggio 96 a cura
di E. Amigoni, L.del Bo, L.Riva, L. Todini, A.Zaghis)
· Organizzare degli incontri con
coetanei già impiantati in modo che il paziente possa avere direttamente
dagli stessi ulteriori (e per lui più veritiere) spiegazioni; possa
constatare assistendo a delle sedute, come essi sentono come il fattore
estetico non abbia nessun o poco peso, ma soprattutto possa rendersi conto
di quanto siano soddisfatti del loro impianto. Questi incontri dovranno
essere programmati con più persone, non solo con i cosiddetti star patients
(cioè con quelli che eccellano nei risultati), ma anche con quelli che per
capire la parola devono sempre far ricorso alla lettura labiale. Sono questi
i casi migliori da presentare: al ragazzo potrà capire che ciò che conta
è la soddisfazione di aver dato una svolta decisiva alla qualità della
propria vita. Questo periodo di preparazione all'impianto é a volte lungo;
è comunque il ragazzo che deve decidere; sarebbe un errore forzare la mano:
i genitori hanno delle motivazioni che a volte non coincidono con quelle del
figlio.
· Conoscere l'ambiente familiare e sociale, nel quale il paziente vive in
modo da adeguarsi al livello cognitivo
· Analizzare gli interessi, desideri, le aspettative che devono essere
sempre estremamente chiare . La compilazione di un questionario permetterà
di analizzare ciò che il paziente si aspetta dall'impianto, contenendo le
aspettative entro i dovuti limiti.
· Osservare l'impulsività, l'impazienza, lo stato emotivo della persona,
fattori che tanto incidono sull'iter terapeutico.
· Valutare la capacità attentiva e mnemonica, per impostare un programma
riabilitativo personalizzato.
· Definire il livello del linguaggio sia impressivo che espressivo Il
logopedista dovrà far capire al ragazzo che con l'impianto non si tratta di
ricominciare da capo il cammino fatto con la protesi acustica, ma di
iniziare un lavoro nuovo e sarà Opportuno programmare un intervento
terapeutico in modo tale che il paziente viva in maniera regressiva le
proposte riabilitative.
R!SULTATI
I risultati che si possono conseguire nell 'adolescente impiantato vengono
rilevati secondo una duplice valutazione:
| oggettiva:
mediante particolari Test di audiometria vocale |
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| soggettiva:
mediante questionari. |
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Con questa seconda modalità di
indagine è il paziente stesso che riferisce su come e quanto è migliorata
la sua capacità uditiva nella vita quotidiana (ambiente familiare, scolare)
e parallelamente come è cambiata la sua qualità di vita e dal punto di
vista sociale e dal punto di vista emotivo.
Come si può rilevare dai grafici
relativi alla valutazione oggettiva, nei preverbali la capacità di
percezione uditiva del messaggio verbale si riduce passando dal fonema alla
parola, dalla parola alla frase.
Tale andamento (contrario a quello
dei soggetti posterbali) è principalmente legato al più o meno deficitario
sviluppo dell'abilità cognitiva che rende difficoltosa l'integrazione.
Le problematiche sociali ed emotive rilevate soggettivamente si riducono nei
preverbali in misura più tangibile rispetto ai postverbali; ciò attesta in
modo palese il cambiamento della qualità della vita.
CONCLUSIONI
Si sottolinea il nostro punto di vista ottimistico riguardo all'impianto
nell'adolescente e adulto preverbale riportando alcuni stralci di un diario
di una ragazza preverbale impiantata, titolato L'impianto è diventato il
mio compagno di vita, in cui traspare chiaro il trapasso da uno stato di
profonda sofferenza alla gioia di sentirsi parte del mondo degli udenti.
"I miei genitori ebbero i
primi dubbi della sordità verso i 3 mesi di vita, ma solo a 17 mesi venne
posta la diagnosi di sordità profonda e protesizzata.
…Da quel giorno incominciò il
duro lavoro di rieducazione alla parola in cui mia madre, lo riconosco, ebbe
un coraggio immenso, incredibile, perchè io agli inizi non volevo imparare
a parlare e facevo dei capricci tremendi….
….la sordità è sempre stata per me un grosso problema. Perchè? perchè
non riuscivo a comunicare con gli altri come avrei voluto e, a causa di
questo peso che avevo dentro ho versato molte lacrime; piangevo di nascosto
in un angolo buio; cercavo di sfogarmi ma non ci riuscivo…
..odiavo gli altri e me stessa; vedevo che giorno dopo giorno il mio
carattere diventava sempre più difficile, perfido, aggressivo, triste…
…tre anni là l'intervento. Il giorno dell'attivazione ero
emozionatatissima, la voce mi tremava.
Mia madre mi chiamò; io chiesi: cos'è questo rumore? mi fu risposto il tuo
nome.
Non l'avevo capito, ma piansi ugualmente di gioia....
….vorrei poter spiegare ai ragazzi della mia età cosa significhi essere
impiantati. Mi riesce difficile. Posso dire però, con certezza, che con
l'I: o trovato la fiducia, che una volta non avevo, negli altri e
soprattutto in e stessa...
..mi sento libera ora e per sempre e non so cosa farei se non l'avessi …
forse impazzirei!"
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