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LETTERA APERTA

Ricevo e leggo da articoli sul disegno di legge promosso dal Ministro Ferrero, che riconosce la lingua dei segni e l’acquisizione della lingua orale parlata e scritta.
Come già avvenne per il ddl sulla eliminazione del titolo sordomuto da tutta la legislazione italiana,oggi legge n°95 licenziata nel febbraio 2006, debbo, per mia consapevolezza e dignità dell’Associazione nazionale che rappresento, fare alcune precisazioni ed, inoltre, specificare alcuni commenti sulla Convenzione O.N.U.
Desidero innanzi tutto rassicurare la Signora Collu e le persone che hanno le stesse preoccupazioni , che la Fiadda non intende ostacolare il procedimento per il riconoscimento di detto ddl, ma, semplicemente, porre una piccola correzione che, a suo tempo, durante la discussione con il Ministro Ferrero, rappresentanti della sua segreteria , dietro suggerimento della stessa , avevano già considerato , ed a seguito di questo, era stato loro lasciato un documento di ciò che si riteneva utile e concordato verbalmente. Quanto emerso aveva trovato tutti d’accordo, ma nel ddl non appare. Tutto qui, per cui nessuna novità per quanto concerne l’aggiunta , che metterà tranquilli chi teme il fermo di tale ddl, nel contempo richiamo coloro che citano tale ddl,di rispettare il contenuto della stessa, che non è solo il riconoscimento del linguaggio dei segni ,ma pariteticamente della lingua orale e scritta.

Altra cosa,invece è ciò che si sta riscontrando in questi ultimi tempi e che non ci pare sia supportato da “pari opportunità”,e mi spiego.

Innanzi a tutto La Convenzione ONU rispetta tutte le modalità comunicative che riguardano tutti gli Stati della Nazioni Unite, di cui una buona parte in via di sviluppo,ma non dice sicuramente che gli Stati parti, che posseggono una legislazione avanzata, debbano ritornare alle origini ,quindi nel passato, quando della sordità si sapeva ben poco.
La convenzione sui Diritti delle persone con disabilità ,non deve farci dimenticare che già nel 1948 venne stipulata la Dichiarazione universale dei diritti umani,e importantissima è stata la Dichiarazione ONU sui diritti del fanciullo del 1959,dove già nel principio quinto venivano poste raccomandazioni importanti in merito ai bambini con necessità diverse. .
L’Italia è un Paese che possiede le migliori leggi in favore della persona con disabilità,e,nel caso nostro, dei bambini e dei giovani portatori di sordità.
E’ naturale pensare che non si torni indietro,e di questo la FIADDA sarà sentinella attenta ed a difesa non solo dei propri figli, ma di tutti i cittadini che oggi, tramite la conoscenza degli apporti scientifici e tecnologici, possono ottenere ottimi risultati. La FIADDA, dopo quaranta anni di duro lavoro e di presenza costante, non intende rinunciare alle conquiste delle quali si è fatta promotrice, affiancando coloro che,nell’ambito scientifico, hanno contribuito e continueranno a contribuire alla realizzazione di ciò che tutti i genitori si aspettano dai loro figli: una persona appartenente alla società di tutti con la lingua parlata e scritta del Paese in cui vive:la lingua italiana parlata e scritta.

Rispetto delle pari opportunità significa il rispetto della scelta che, per i piccoli, solo ed unicamente la famiglia può fare,e nessuno, dico nessuno, a nome di tecniche o linguaggi obsoleti può influenzare sia loro ,sia le istituzioni.

Rispetto per le scelte che vengono fatte e rispetto per gli adulti che utilizzano qualsiasi forma di linguaggio,che nessuno di noi,e ripeto, nessuno di noi, vuole inficiare,ma desidero dire ad alta voce che, oggi, sarebbe criminale non offrire ai bambini la possibilità di compensare la perdita uditiva affinché possano udire voci,suoni , rumori,parlare,leggere e scrivere secondo le loro specifiche caratteristiche e secondo le loro possibilità di ascolto,che, grazie allo screening precoce, alle protesi di nuova generazione , agli impianti cocleari ed alla terapia abilitativa/riabilitativa raggiungono considerevoli risultati.

Ed ora vorrei aggiungere ciò che in questi ultimi mesi avviene in molte nostre Regioni,Province e Comuni. Mi riferisco a imputazioni di spese in supporto alla lingua dei segni , senza tenere conto della parte che compete la lingua orale parlata e scritta. Chi e cosa andranno a beneficiare queste spese Istituzionali che da notizie pervenutemi percorrono un’unica strada ? quella della promozione della lingua dei segni? ed ancora, è mai stata effettuata un’ indagine conoscitiva per avere il numero effettivo delle persone che hanno questa necessità e che utilizzano questa lingua? No, l’indagine non è mai stata fatta, ed è bene che le Istituzioni, prima di imputare spese molto pesanti sui loro bilanci , facciano sul proprio territorio una ricerca in merito.
Non vorrei che queste promozioni fossero indirizzate a voler proporre nelle scuole e nelle classi dove vi sono alunni con disabilità uditiva, assistenti con un ruolo avulso da ciò che la scuola stessa deve garantire .
Da tempo si richiede personale specializzato per il sostegno degli alunni che necessitano di tale supporto. Siamo convinti che, nella scuola di tutti e nelle classi ove necessitano i dovuti sostegni, debbano entrare solo ed unicamente professionisti aventi il titolo richiesto dalla legislazione scolastica, non persone che, non solo non hanno titolo, ma molto spesso, vengono assegnate senza che la famiglia abbia conoscenza di ciò che avverrà nella classe del bambino. Mi riferisco al bambino sordo che, senza alcuna richiesta da parte della famiglia, si vede assegnata una persona in qualità di assistente, che adotta un tipo di comunicazione a lui sconosciuta.
Si potrebbe continuare con altre situazioni che emergono,ma lo farò nel tempo.

Spero di aver tranquillizzato la signora Collu, e tutti coloro che mi hanno inviato degli scritti con contenuti e commenti non sempre ortodossi sia nei miei confronti che in quelli della FIADDA.

Confido vivamente che cessino,e che, le persone agitate , si mettano in calma. La calma e la serenità che auguro a tutti nella prossimità delle Feste natalizie.