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Assunti fondamentali per l'integrazione della persona sorda

La Presidente ed il Consiglio Direttivo Nazionale della FIADDA si trova in condizione di grande difficoltà nel rispondere alle continue e pressanti richieste di chiarimento da parte dei soci, genitori di bambini sordi e giovani sordi, sollecitati da informazioni che provengono da varie parti, organizzazioni e stampa compresa, e destabilizzano le loro convinzioni creando stati di ansia e di indecisione nei confronti dell'approccio educativo da loro scelto.

Si vuole qui precisare che la FIADDA non intende più accettare che vengano diffuse notizie pretestuose circa le capacità, le potenzialità oltre che i limiti della persona sorda. I genitori della FIADDA sono altresì consapevoli che talvolta alla sordità si affiancano anche altre problematiche che rendono la situazione più complessa ; in tale ottica ricercano percorsi personalizzati ed adeguati a ciascun caso.

In particolare di fronte ad affermazioni che tendono a sottolineare la DIVERSITA' dei loro figli e dei giovani, per quanto riguarda l'identità, i genitori si tuteleranno per vie legali contro tutte le affermazioni che in qualche modo contribuiscono a diffondere un'immagine distorta della persona sorda

I genitori rifiutano nel modo più categorico qualunque accusa tendente a dimostrare la non accettazione della sordità e riconoscono nella sordità l’unica diversità nei propri figli.

I genitori della FIADDA accettano la sordità (la disabilità) e non sono disponibili all'assenza della lingua orale (l'handicap) poiché attualmente è possibile acquisirla attraverso una precoce diagnosi, una precoce protesizzazione e riabilitazione, oltre che usufruendo delle più avanzate tecniche chirurgiche come quella dell'impianto cocleare, nel rispetto comunque di scelte alternative che altri genitori intendano effettuare.

Qualunque altra soluzione non risponde al progetto vita della persona : interazione ed integrazione nella propria famiglia e nella società di tutti.

I genitori non accettano nel modo più categorico che si parli dei loro figli come appartenenti ad una diversa cultura, ad una diversa etnia, ad una diversa identità, ad una diversa minoranza e comunque ad una diversità che non sia la sordità.

I genitori diffidano pertanto privati, operatori, enti ed associazioni dal divulgare tali affermazioni.

La FIADDA denuncia l'assenza dei servizi previsti dalle leggi vigenti e dichiara inaccettabile che la riabilitazione e l'educazione precoce orale sia ancora troppo spesso a carico esclusivo dei genitori, costretti a sottostare ad iniziative private che molto spesso non possiedono adeguati protocolli operativi.

Riteniamo pertanto utile elencare in modo schematico ma completo i vari temi sui quali i genitori non transigono ed invitano politici, amministratori ed operatori alla riflessione ed al confronto.

Il bambino sordo è una persona con disabilità uditiva.

I genitori hanno il diritto di libera scelta del percorso riabilitativo ed educativo dei propri figli

I genitori della FIADDA scelgono per il proprio figlio la lingua orale rispettando le eventuali scelte alternative che altri genitori potrebbero preferire.

La normativa vigente in Italia prevede precisi protocolli di intervento per garantire i diritti della persona disabile ;nel nostro caso specifico permette l'ingresso e l'integrazione della persona sorda in ogni contesto della società di tutti.

Ai figli dei genitori che scelgono l'approccio orale deve essere garantito il protocollo riabilitativo ed educativo che permette al bambino sordo di seguire adeguatamente l'iter scolastico di ogni ordine e grado.

I casi di insuccesso scolastico non sono determinati da mancanza di potenzialità del bambino sordo ma dalla mancanza di servizi su tutto il territorio nazionale.

Sul piano culturale è impossibile pensare che il figlio sordo di genitori udenti, così come il figlio udente di genitori sordi, faccia parte di un'altra cultura solo per il fatto di essere sordo od udente.

La conoscenza della lingua orale rappresenta la premessa per l'integrazione della persona sorda.

Tenuta presente la dimostrata possibilità per tutti i sordi profondi, senza problemi associati, di apprendere la lingua orale si ritiene che sia più importante ed idoneo dal punto di vista sociale, culturale, economico, investire risorse per dare la possibilità a tutti i bambini sordi di apprendere la lingua orale.

La Risoluzione della Comunità Europea del 17/05/88 è una indicazione di principio per i Paesi Membri. Una lingua non può essere né imposta né soppressa a termini di Legge e quindi anche la lingua dei segni rientra nella fattispecie.

Nei casi in cui per mancanza di servizi o per inadeguatezze cognitive od altri disturbi sia stato impossibile accedere alla competenza linguistica , si ritiene più opportuno , limitatamente a quei casi, utilizzare un linguaggio bimodale ( lingua orale e lingua gestuale) e cercare di raggiungere una sempre più adeguata capacità di utilizzare in modo funzionale il maggior numero possibile di parole.

E' infatti molto più utile e funzionale per la persona sorda una lingua verbale elementare, in quanto consente un minimo di relazione nelle attività quotidiane, piuttosto che l'eventuale conoscenza di una ipotetica lingua gestuale non conosciuta dal tessuto sociale.

Poiché non è possibile apprendere asetticamente una lingua, qualunque essa sia, e quindi anche la lingua dei segni, riteniamo inefficace ed onerosa l'organizzazione generalizzata di corsi di lingua dei segni.

Tenendo presente che non esiste una lingua dei segni, ma tante lingue dei segni quanti sono i circoli di sordi, a tal punto da doversi chiedere se sia utile l'interprete sulle reti televisive nazionali, riteniamo assurdo istituire una figura di interprete di una lingua inesistente sul territorio nazionale e comunque non prima scelta dei genitori dei bambini sordi.

La figura dell'interprete è indispensabile per soggetti monolingui e quindi è evidente che coloro che ritengono sia necessaria la lingua dei segni non ritengono possibile per il bambino sordo l'apprendimento della lingua orale.

L'interprete non solo è di per sé emarginante, ma favorisce l'emarginazione , limita l'autonomia personale e crea assistenza e dipendenza continuativa.

I genitori sostengono gli indirizzi generali della legge 104/92 , ma contestano alcune modalità di intervento per la persona sorda di carattere emarginante per i bambini e gli studenti sordi .

La formazione e la distribuzione capillare su tutto il territorio nazionale di figure professionali di lingua gestuale è inutile ed estremamente dispendiosa perché difficilmente utilizzabile per il ridotto numero e la distribuzione geografica degli studenti sordi che la utilizzano.

Tenendo presente il numero dei sordi profondi (0,4 °/°° - 23.000 in Italia), cioè tutti coloro che anche con le protesi acustiche non riescono a discriminare, si evince con un semplice calcolo aritmetico che in ogni classe di scuola su tutto il territorio nazionale sono presenti al massimo 220 sordi profondi. E' contro lo spirito della normativa pensare di accorpare nella stessa classe gruppi di sordi in quanto dovrebbero essere sradicati dalle loro famiglie e dal loro contesto sociale.

Tenendo presente che non è possibile imparare una lingua se non per esposizione alla lingua stessa. è evidente che la persona sorda per acquisire il linguaggio verbale orale deve vivere in una comunità di parlanti.

A questo proposito si segnala che, nonostante l'avvento delle protesi acustiche e dell'impianto cocleare, la percentuale di persone sorde comunemente riportata da testi e riviste rimane invariata all'1- 1,5 °/°° senza operare le opportune e fondamentali distinzioni.

Tutti gli sforzi devono essere concentrati sull'efficienza dei servizi di riabilitazione per rendere possibile su tutto il territorio nazionale una adeguata integrazione del bambino sordo nella scuola e nella società di tutti .

Gli insegnanti di sostegno possono, attraverso lo strumento della semplificazione, assumere il ruolo di mediatori attraverso la lingua orale, che è la lingua di tutti.

Il sordo profondo senza turbe associate riuscirà sicuramente ad apprendere la lingua verbale usufruendo della lettura labiale, anche se non potrà mai , a differenza del sordo medio-grave ben protesizzato, diventare "udente".

Non vogliamo minimizzare le difficoltà del bambino sordo medio-grave che dovrà comunque essere supportato secondo le proprie necessità.

Per i bambini sordi profondi devono essere messi a disposizione strumenti indispensabili per loro , ma utili per tutti, per poter accedere a tutte le informazioni e le conoscenze non solo a scuola , ma anche nelle attività quotidiane. Gli strumenti non specifici sono tutti quelli che visualizzano la lingua orale ( video scrittura, display luminosi, stenotype, fax, lavagna luminosa, sottotitolatura,...). Sottolineiamo che fra due strumenti che possiedono la stessa valenza per la persona sorda debba essere proposto culturalmente quello che è utile per tutti. Meglio, ad esempio, il videotelefono che il DTS.

Non vogliamo assolutamente negare il valore sociale che può rivestire il linguaggio mimico-gestuale per molti sordi adulti ed anziani che non hanno potuto acquisire la parola. Per costoro deve essere previsto l'interprete da loro scelto.

Riteniamo comunque che anche a questi sordi adulti sia doveroso offrire l'accesso a corsi di formazione permanente di lingua verbale che permetta maggiore opportunità di integrazione.

Riteniamo indispensabile la divulgazione e la sensibilizzazione delle modalità comunicative verbali e delle necessità "visive" della persona sorda. Oltre alla necessaria sensibilizzazione per l'abbattimento delle barriere della comunicazione e delle barriere culturali è necessario attivare in caso di necessità servizi di mediatori della comunicazione verbale gestiti da enti ed associazioni .

Per concludere riteniamo che la polemica fra oralisti e gestualisti debba concentrarsi su un solo quesito : la persona sorda ed in particolare il sordo profondo ha o non ha nella situazione attuale di servizi e strumenti la possibilità di apprendere in modo adeguato la lingua verbale e di integrarsi nella società di tutti? La risposta a questa domanda non è solo teorica, infatti tanti nostri figli sordi profondi oggi frequentano la scuola e l'Università e tanti meno giovani sono integrati nella vita di relazione sociale e culturale nel loro contesto. Essi trascorrono serenamente la loro vita al di sopra ed al di fuori di qualunque organizzazione associativa per sordi , ritenendosi persone tra persone.

Riteniamo pertanto che tutti coloro che rivestono ruoli istituzionali debbano appurare la veridicità di quanto affermato e, se è vero che tutti i bambini sordi compresi quelli con sordità profonda hanno la possibilità di apprendere la lingua orale, non devono più esistere motivi di contenzioso in quanto tutti devono operare affinchè l'integrazione della persona sorda diventi realtà per tutti e su tutto il territorio nazionale.

 

 

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