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Genova, 12 luglio 2006
Genova, 12
luglio 2006
Prot.
91/06
On.
Ministro Paolo GENTILONI
Ministero delle Comunicazioni
V.le
America, 201
00144 Roma RM
Preg.mo On. Gentiloni,
II tema che vorrei sottoporre alla sua attenzione è di
grande rilevanza ed attualità, poiché mira al superamento di una delle più
importanti condizioni di disagio per le persone disabili dell'udito: quella
relativa alle cosiddette barriere della comunicazione.
Certamente gli audiolesi costituiranno il target privilegiato e saranno i
grandi beneficiari e fruitori dei risultati positivi delle ricerche, delle
sperimentazioni tecnologiche nel settore e delle applicazioni delle stesse
nella vita quotidiana, ma è evidente che una migliore ricezione del
messaggio attraverso adeguate strategie sarà di utilità anche per una vasta
fascia di persone non necessariamente affette da disabilità uditiva.
La FIADDA, (Famiglie Italiane Associate per la difesa dei diritti degli
audiolesi) che io rappresento in qualità di Presidente Nazionale, è
impegnata ed opera da anni nell'ambito di queste problematiche , quindi è
attenta e partecipe ad ogni iniziativa, ad ogni approfondimento e ad ogni
possibilità di contatto con persone, enti, istituzioni, società che possano
intervenire e cooperare nell'attuazione delle politiche per l'integrazione
prescelte.
Ecco perché, dunque, ci permettiamo di rivolgerci a Lei, nella convinzione
di trovare un interlocutore attento e competente al quale sottoporre queste
tematiche per noi particolarmente importanti. Ho rivestito il ruolo di
membro del Consiglio Direttivo dell'EDF (Forum europeo delle persone con
disabilità) ed attualmente faccio parte del direttivo del Consiglio
Nazionale sulla Disabilità, che rappresenta i disabili italianai presso il
Forum Europeo. In qualità di ex Presidente europeo delle famiglie di
bambini e giovani sordi (FEPEDA), sono particolarmente interessata ad ogni
azione in campo tecnologico che venga intrapresa nei Paesi dell'Unione, al
fine di progettare e costituire ausili adatti al superamento delle barriere
della comunicazione; in questi ultimi anni il tema della sottotitolazione e
del trattamento automatico del linguaggio, utilizzato quale supporto
all'integrazione è materia di studio e di ricerca all'interno di tutti i
gruppi che si occupano delle problematiche uditive.
Le trasmissioni televisive, oltre che a rappresentare una fonte di svago,
costituiscono una irrinunciabile fonte di accesso all'informazione ed alla
cultura.
Questo è ormai fatto consolidato per i 385 milioni di cittadini europei
udenti, mentre vi è tuttavia una forte esclusione alla partecipazione ed
alla fruizione per i cittadini con problemi di udito, che in Europa sono
stimati in 59 milioni tra cui 5 milioni circa sordi profondi. II fatto di
poter fruire di un ausilio comunicativo, disponibile ad ampio spettro,
equivale, inequivocabilmente, ad un miglioramento della qualità di vita per
le persone disabili.
Deve essere sottolineato che lo sviluppo di queste tecnologie migliorerebbe
anche le condizioni di vita di persone anziane e straniere, siano esse
stabili o itineranti: l'uso di sottotitoli e teletesti diretti, infatti,
consentirebbe a chiunque avesse poche conoscenze della lingua,
l'accessibilità completa alle informazioni ed alla cultura.
Vorrei insistere sul moltissimo spazio che occorre ancora dare alla ricerca
ed allo sviluppo di tecnologie avanzate, affinché il lavoro di
sottotitolazione sia davvero efficace per la trasmissione delle competenze
linguistiche e per lo sviluppo del linguaggio parlato e scritto nelle
persone sorde.
Ciò vale in particolar modo nei confronti dei bambini e dei ragazzi sordi,
per i quali il processo di apprendimento della lingua non avviene in modo
spontaneo, ma guidato da terapie finalizzate allo sviluppo dell'espressione
verbale, avvalendosi anche della lettoscrittura in parallelo al percorso
educativo scolastico.
Sarà quindi importantissimo garantire in maniera adeguata:
• che la sottotitolazione dei programmi dedicati a loro sia caratterizzata
da chiarezza e brevità, senza tuttavia che la semplificazione dei testi
corrisponda ad una riduzione dei messaggi.
• che la sottotitolazione sia fedele al testo in modo da permettere al
bambino di utilizzare il mezzo televisivo in maniera attiva, compiendo anche
esercizi di allenamento acustico. A tale riguardo si deve ricordare che
anche quanti siano affetti da sordità profonda, se adeguatamente
protesizzati, possono discriminare le voci provenienti dal video e
riconoscere una certa quantità di parole lette in sottotitolo.
• Parlando in particolare di trasmissioni per bambini, colgo l'occasione per
esprimere, anche a nome di tanti genitori di bambini sordi, dei quali
abbiamo accolto le rimostranze, il nostro stupore per quanto abbiamo visto
nel corso di una trasmissione dello "Zecchino d'oro", trasmissione molto
seguita sia dai bambini sia dalle loro famiglie. Data la presenza di alcune
persone sorde, un gruppo di bambini a conoscenza della Lis (lingua italiana
dei segni) veicolava il contenuto delle canzoni, attraverso il canale
gestuale. Quello che ci è sembrato di carattere univoco, limitante e, a
questo punto, anche furoviante, è stato il messaggio introduttivo di questa
iniziativa, dal quale si evinceva che questo "poetico modo di comunicare"
fosse prerogativa di tutti i bambini e le persone adulte sorde. Niente di
più sbagliato. Oggi, (e in realtà da molti anni ormai) molti genitori
scelgono, per i loro bambini sordi, un percorso riabilitativo molto diverso,
esclusivamente oralista, che consente al bambino sordo di imparare a
comunicare con tutti attraverso la lingua di tutti, parlata e scritta, cosa
che gli consentirà di sviluppare il suo pensiero sulla base della struttura
linguistica italiana, potendo così accedere più facilmente al testo scritto,
alla lettura dei libri e, di conseguenza, ad un livello di informazione e
cultura significativo. La tecnologia, inoltre, sostiene questa scelta, ad
esempio, con l'impianto cocleare che ormai consente a tanti bambini di
superare l'ostacolo della disabilità uditiva, senza la necessità di
affidarsi a strategie comunicative e codici alternativi. E' una strada lunga
e laboriosa per tutti, ma densa di stimoli e soddisfazioni. Con questo non
intendiamo decretare la fine della lingua dei segni. E' legittima scelta del
genitore, ma non è più una scelta obbligata come un tempo. Ecco perché ci è
dispiaciuto che, soprattutto ad un pubblico giovanissimo, come sappiamo, più
attento a recepire quanto viene proposto, sia stato inviato un messaggio
parziale e inesatto.
Ritengo che una particolare attenzione debba essere rivolta ai programmi per
l'infanzia perché, tramite la lettura dei sottotitoli si otterrebbe un
beneficio per l'apprendimento e lo sviluppo delle competenze linguistiche
del bambino.
Certamente si dovrà progettare una selezione tra i programmi e porre in atto
una sottotitolazione che, anche se essenziale, possa essere corretta,
puntuale e di ottima qualità.
Crediamo fermamente che qualunque mezzo atto al superamento delle barriere
della comunicazione debba essere sostenuto nel suo studio e nel conseguente
sviluppo, ma soprattutto ciò che porta valore aggiunto in ordine alla
formazione educativa ed allo sviluppo delle abilità della persona.
Da questo punto di vista la sottotitolazione, il riconoscimento vocale,
qualsiasi ausilio telematico ed ogni altro sistema che onori il prerequisito
di essere in tempo reale e conforme alla realtà va promosso e sostenuto.
Dobbiamo quindi appoggiare con forza lo sviluppo tecnologico avanzato, unico
verosimile passaggio per consentire che il progresso origini quei benefici,
accessibili ad ogni persona, che siano garanzia di pari opportunità e
qualità di vita.
Noi, Organizzazioni di famiglie in Italia ed in Europa, saremo sempre
presenti e vicini, per condividere la nostra conoscenza, competenza ed
offrire la nostra disponibilità, a chi ci aiuterà a superare il nostro
grande problema.
Confido che da eventuali incontri che possano verificarsi in futuro e per i
quali io mi dichiaro, sin d'ora, disponibile, emergano gli standard
conosciuti e si possa indicare la strada da seguire per colmare i vuoti oggi
esistenti.
Il Presidente
Silvana Baroni
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