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Appello agli
onorevoli Senatori
DDL. 831
Il Presidente
Onorevoli Senatori,
l’Ente che rappresento F.I.A.D.D.A. (Famiglie Italiane
Difesa Diritti Audiolesi) da oltre 40 anni opera sul territorio
del nostro Paese nell’ambito della disabilità uditiva.
La nostra organizzazione è nata da genitori che,
in primis, volevano educare i propri figli non demandando
tale compito agli Istituti per “sordomuti” ,oggi non più
operanti.
E’ stato attraverso il nostro impegno,il nostro operare
costruttivo nel settore non solo per i nostri figli,ma per
tutte le persone colpite da sordità che è
stato possibile addivenire a determinati risultati.
E’ grazie al nostro duro ed incessante lavoro se i bambini
di ieri svolgono oggi le attività di tutti i cittadini
italiani, utilizzando la lingua del loro Paese : l’italiano
parlato e scritto ,senza necessità di interpreti,ed
acquisendo altre lingue, da loro scelte, di vari Paesi europei.
Oggi,grazie allo screening neo-natale effettuato il terzo
giorno dalla nascita, ed obbligatorio , anche se non praticato
universalmente, grazie alla ricerca scientifica,alla tecnologia
protesica sempre più perfezionata, all’Impianto Cocleare
ed all’inizio precocissimo della terapia abi/riabilitativa,
l’handicap che la disabilità uditiva comporta può
essere superato.
E’ per questo che l’uscita del DDL.N° 831 ha lasciato
tutti noi della FIADDA e gli operatori del settore riabilitativo
,sorpresi e contrari a quanto viene formulato attraverso
gli articoli, che antepongono ad un potenziamento di quanto
oggi è possibile ottenere a favore del DIRITTO ALLA
PAROLA , la Lingua dei Segni lingua propria della comunità
dei sordi. (cfr.art,1)
Questa modalità comunicativa non viene da noi contestata,ma
sicuramente non può essere definità lingua
per i sordi, ma solo per quelle persone sorde che intendono
utilizzarla.
Il fatto stesso che l’articolo 2 preveda disposizioni atte
a favorire l’insegnamento nelle scuole elementari e medie
della LIS ,è aberrante e va contro tutti i principi
di integrazione,mettendo a repentaglio tutto ciò
che i genitori, con il contributo di un quotidiano lavoro
hanno ottenuto: bambini con la possibilità di comunicare
con e come tutti i bambini del nostro Paese :ATTRAVERSO
LA COMUNICAZIONE ORALE:
.
Crediamo,Onorevoli Senatori, che prima di preparare un DDL
bisognerebbe verificare ciò che oggi esiste sul nostro
territorio in favore delle persone sorde: riconoscere ed
utilizzare la Lingua dei segni significa creare una separazioni
fra i nostri cittadini,ma soprattutto fra i bambini che
hanno oggi opportunità insperate rispetto agli anni
addietro.
Sicuramente coloro che desiderano utilizzare quale mezzo
di comunicazione la LIS possono continuare ad usarla, così
come da decenni viene fatto, senza bisogno di leggi in merito,ma
in un DDL che si può tramutare in legge non si può
parlare di “la lingua dei sordi “poiché verrebbero
intesi tutti i sordi indistintamente, quindi anche coloro
che hanno ormai una loro vita attiva, e si coinvolgerebbero
i bambini ai quali, oggi, scienza e conoscenza possono offrire
ben diverse possibilità per una piena partecipazione
alla vita di tutti.
Per questo ,oltre all’audizione richiesta al Presidente
della Commissione, alla quale questo DDL è stato
assegnato, chiedo a Voi Senatori Firmatari di tale DDL.
di non deliberare questo DDL così come è stato
formulato, ma di rivederlo nell’ottica di quanto oggi esiste
nel settore della disabilità uditiva. Questo per
un atto di democrazia e di rispetto nei confronti di bambini
e ragazzi , delle loro famiglie e dei tanti giovani che
non utilizzano tale modalità comunicativa.
Con ossequio. Il Presidente
Silvana Baroni
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