Logo animato: ho bisogno di vederti per sentirti meglio

Logo FIadda: Famiglie Italiane Associate Difesa Diritti Audiolesi

Sede Nazionale - 00188 ROMA Via del Labaro, 175
Tel/Fax: 0645492150

linea di divisione pagina
 

cornice d'angolo

H o m e

cornice d'angolo

cornice d'angolo

Integrazione

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Scuola ed
Educazione

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Riabilitazione

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Attività
Internazionali

cornice d'angolo
cornice d'angolo

Legislazione

cornice d'angolo

 

 


Appello agli onorevoli Senatori

DDL. 831

 

Il Presidente


Onorevoli Senatori,

l’Ente che rappresento F.I.A.D.D.A. (Famiglie Italiane Difesa Diritti Audiolesi) da oltre 40 anni opera sul territorio del nostro Paese nell’ambito della disabilità uditiva.
La nostra organizzazione è nata da genitori che, in primis, volevano educare i propri figli non demandando tale compito agli Istituti per “sordomuti” ,oggi non più operanti.
E’ stato attraverso il nostro impegno,il nostro operare costruttivo nel settore non solo per i nostri figli,ma per tutte le persone colpite da sordità che è stato possibile addivenire a determinati risultati.
E’ grazie al nostro duro ed incessante lavoro se i bambini di ieri svolgono oggi le attività di tutti i cittadini italiani, utilizzando la lingua del loro Paese : l’italiano parlato e scritto ,senza necessità di interpreti,ed acquisendo altre lingue, da loro scelte, di vari Paesi europei.
Oggi,grazie allo screening neo-natale effettuato il terzo giorno dalla nascita, ed obbligatorio , anche se non praticato universalmente, grazie alla ricerca scientifica,alla tecnologia protesica sempre più perfezionata, all’Impianto Cocleare ed all’inizio precocissimo della terapia abi/riabilitativa, l’handicap che la disabilità uditiva comporta può essere superato.
E’ per questo che l’uscita del DDL.N° 831 ha lasciato tutti noi della FIADDA e gli operatori del settore riabilitativo ,sorpresi e contrari a quanto viene formulato attraverso gli articoli, che antepongono ad un potenziamento di quanto oggi è possibile ottenere a favore del DIRITTO ALLA PAROLA , la Lingua dei Segni lingua propria della comunità dei sordi. (cfr.art,1)
Questa modalità comunicativa non viene da noi contestata,ma sicuramente non può essere definità lingua per i sordi, ma solo per quelle persone sorde che intendono utilizzarla.
Il fatto stesso che l’articolo 2 preveda disposizioni atte a favorire l’insegnamento nelle scuole elementari e medie della LIS ,è aberrante e va contro tutti i principi di integrazione,mettendo a repentaglio tutto ciò che i genitori, con il contributo di un quotidiano lavoro hanno ottenuto: bambini con la possibilità di comunicare con e come tutti i bambini del nostro Paese :ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE ORALE:
.
Crediamo,Onorevoli Senatori, che prima di preparare un DDL bisognerebbe verificare ciò che oggi esiste sul nostro territorio in favore delle persone sorde: riconoscere ed utilizzare la Lingua dei segni significa creare una separazioni fra i nostri cittadini,ma soprattutto fra i bambini che hanno oggi opportunità insperate rispetto agli anni addietro.
Sicuramente coloro che desiderano utilizzare quale mezzo di comunicazione la LIS possono continuare ad usarla, così come da decenni viene fatto, senza bisogno di leggi in merito,ma in un DDL che si può tramutare in legge non si può parlare di “la lingua dei sordi “poiché verrebbero intesi tutti i sordi indistintamente, quindi anche coloro che hanno ormai una loro vita attiva, e si coinvolgerebbero i bambini ai quali, oggi, scienza e conoscenza possono offrire ben diverse possibilità per una piena partecipazione alla vita di tutti.
Per questo ,oltre all’audizione richiesta al Presidente della Commissione, alla quale questo DDL è stato assegnato, chiedo a Voi Senatori Firmatari di tale DDL. di non deliberare questo DDL così come è stato formulato, ma di rivederlo nell’ottica di quanto oggi esiste nel settore della disabilità uditiva. Questo per un atto di democrazia e di rispetto nei confronti di bambini e ragazzi , delle loro famiglie e dei tanti giovani che non utilizzano tale modalità comunicativa.

Con ossequio. Il Presidente
Silvana Baroni